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Almanacco e Bibbia

Benvenuto in Santa Maria Maggiore!

Per chi sono questi fiori???

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Dalla fine del secolo XVII è tradizione che, nella festività del Corpus Domini, vengano realizzate le cosiddette “infiorate”, per adornare il percorso della processione come segno di adorazione e rispetto del Cristo, presente nella SS. Eucaristia.

Da qualche decennio ormai, a Spello è più che affermata la tradizione di infiorare la strada nella Solennità del Corpus Domini, e anche quest’anno l’appuntamento è stato molto atteso, non solo dagli spellani, ma anche dai numerosi turisti convenuti per l’occasione.

È impressionante vedere come nella preparazione dei fiori, che inizia molto tempo prima della festività, e nella realizzazione delle infiorate, siano coinvolti tutti: dai bambini ai vecchi, tutti si sentono coinvolti in questo abbraccio floreale che, oserei dire, scalda gli animi.

Ad incendiare gli animi, invece, da qualche anno ad oggi, è opera del concorso a premi istituito per l’occasione, al fine di motivare, di anno in anno, il miglioramento delle infiorate. Infatti lo scopo di poter vincere il premio e soprattutto poter arrivare primi, crea quel fervore che a volte rimane difficile contenere nei limiti del buon senso. E come succede per la maggior parte dei rimedi artificiali, se fanno bene per una cosa da un lato, dall’altro, però, creano discapito per diverse altre cose.

Parlo di concorso come rimedio artificiale poiché sono dell’avviso che il motivo naturale che dovrebbe portare a migliorare di anno in anno le infiorate sia la fede in Cristo Signore, realmente presente nell’Eucaristia. Purtroppo, il concorso ha portato a crearsi un sincretismo di motivazioni: non solo Gesù, ma il premio, il primo posto… e questo sincretismo, oltre a sminuire il senso della manifestazione, crea non pochi disagi.

Quest’anno, per la prima volta, almeno da quanto ho potuto ascoltare dalle testimonianze degli anziani, la processione del Corpus Domini ha dovuto arrestarsi davanti alle infiorate, poiché la giuria, deputata, ovviamente, a esprimere il giudizio che stabilisce la classifica del concorso, non aveva ancora terminato la valutazione degli artistici tappeti. Mi viene da inorridire pensando che Colui al quale appartiene il Giudizio, sia stato costretto ad arrestarsi di fronte al giudizio di un consesso umano!

Questo episodio alquanto spiacevole mette a nudo una cruda realtà che si cela dietro alla bellezza delle infiorate, ovvero, che il motivo che spinge a realizzare l’opera d’arte non sia esclusivamente il Signore, presente nel Santissimo Sacramento, bensì altre aspirazioni, che attendono il premio e il plauso degli uomini.

Come recita il detto: “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”, quest’anno l’albero è caduto ed ha fatto molto rumore, creando non poca amarezza nel mio animo di parroco, e disagio in coloro che partecipavano alla processione.

Mi scuso per la durezza che può trapelare da questo mio intervento, ma sono in mezzo a voi per offrire un paterno servizio che prevede anche ammonimenti laddove ritengo siano necessari, al fine di contribuire, nonostante i miei grandi limiti, alla crescita spirituale del popolo di Dio.

Concludo con una domanda che da tempo, anche insieme ai miei predecessori, ci siamo posti più volte: chissà che non sia arrivato il momento di togliere il concorso, per tornare alla genuina natura della manifestazione, al fine di poter vivere questa ricorrenza, come auspica san Tommaso D’Aquino, con gioia nobile e serena?

Don Diego, priore-parroco